Fedone-
Senza dubbio un dio lo ispirava, nemmeno negli ultimi istanti della sua vita la sofferenza si è posata sul suo volto. Il carceriere , in un attimo di pietà, voleva addirittura che smettesse di parlare con noi , altrimenti il veleno avrebbe ritardato il suo effetto su un corpo riscaldato, ma lui, noncurante e anzi con rinnovato impegno, riprese il suo discorso, col sorriso sulle labbra e per ore ci ha tenuto nella cella quasi fossimo riuniti alla taverna come solevamo fare in tempo di festa.
Così bei discorsi uscivano dalla sua bocca che noi bevevamo come se fossero ambrosia e ci riscaldavano l'anima. Poi, per ben tre volte ha bevuto dal calice mortale e si è disteso, composto come dopo una giornata di lieto lavoro.
La morte, che orrore porta a noi miseri, è stato un semplice sprofondare nel sonno, come Endimione; addormentato su un giaciglio di fiori, una morte degna di un dio non di un uomo.
Santippe-
Oh quali brividi mi passano per il corpo, anche io voglio credere a queste parole.
Ben lo conoscevo e sapevo che il suo corpo è sempre stato d'impedimento al suo ragionare.
Lo teneva in conto quel tanto che basta come una cosa da pulire e da nutrire, un servo sotto stretta sorveglianza, lui , solo dominatore, tirava i fili della sua sensibilità all'estremo: di poco ha bisogno chi si accpontenta facilmente, come un dio dominava i suoi sensi.
Il dolore e la fatica con animo leggero combatteva, nel tempo di guerra all'amico sempre pensava e per questo aveva ricevuto degli onori. In tempo di pace sempre in giro a tenere quei discorsi che lo hanno reso famoso e invidiato da tutti.
Quando più degli altri beveva alla taverna sempre però con senno da me tornava entre gli amici si addormentavano sui tavoli. Era poi così coraggioso, forte. Un essere superiore lo guidava specialmente quando rapito nei suoi pensieri, si fermava di botto, cogli occhi al cielo, a rimuginare tra sè e mi tormentava non poco quel suo rapimento, ma, poi, come se niente fosse accaduto, scrollava la testa e ritornava a sorridere, era passato.
Con chi parlava, chi mandava quei segnali dal cielo che solo lui era in grado di comprendere, quale destino toccò in sorte al mio uomo?
Ma, orsù...cosa volete fare adesso, dove andrete?
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