Straniera-
La sacerdotessa stava seduta su un trono di pietra, calma ed esausta. Quando Socrate fece ritorno era bianco in viso ma con gli occhi accesi come braci e mi disse che aveva capito molte cose.
(La straniera riprese fiato e Santippe ne approfittò per bere un pò d'acqua fresca; durante il racconto di Diotima era csì presa da non rendersi conto di avere la gola riarsa come un desero).
Santippe-
Quello che mi avete svelato mi ha talmente sorpreso che ancora non credo alle mie orecchie, penso sia pericoloso divulgare cose di questo genere.
Straniera-
Infatti è per questo che si chiamano misteri, gli iniziati difficilmente mettono al corrente la gente di quello che hanno appreso.
La scintille che si accende nelle loro anime si alimenta poi da sè per sempre.
Per questo Socrate molto spesso si estraniava perchè doveva seguire i consigli del suo demone divino che sta a metà strada fra dio e gli uomini. Porta le preghiere a dio e da dio gli vengono i responsi. Divina sorte gli toccò, l'universo entrò dentro di lui e non aveva che da chiedere al suo cuore che conosceva tutte le cose. Da allora cominciò a interpretare i sogni e mi raccontò di quella volta che sognò le idee che sono eterne. Dunque, cominciò dicendomi che si perse in un bosco fitto di tenebre, alcune persone di umili origini erano sedute su dei grandi sassi con lo sguardo fisso all'orizzonte.
All'improvviso un triangolo di luce abbagliante i stagliò in lontananza e cominciò a rotolare accompagnato da battimani e grida di gioia di quella povera gente, poi fu la volta del cerchio e via via sfilarono tutte le figure geometriche danzanti sulla luce.
Dopodichè ebbe l'istinto di guardarsi fra i piedi e vide una botola.
Seguendo un impulso irrefrenabile l'aprì e affacciato che fu sul bordo vide che laggiù sotto terra vi erano tanti uomini che lavoravano come formiche tutti in fila: chi portava pietre , chi le spaccava e chi ne straeva di nuove dal fianco della caverna.Insomma uno sforzo immane senza sosta al buio più nero.
Con voce irata li chiamò su per far loro vedere lo spettacolo divino ma quei miseri parevano non sentirlo e continuavano a lavorare come schiavi.
Da quel sogno apprese l'eternità dei numeri edisse che l'Uno è il m igliore, il più divino, prescrisse lo studio della matematica a chi voleva diventare sapiente.
Santippe-
Tante cose divine avete imparato dagli uominie il vostro nobile aspetto ne è la conferma, una povera cosa mi sento davanti a voi.
Straniera-
Non ditelo cara, le cose migliori vengono sempre dal basso, la luce risiede dentro ogni cuore, basta liberarla.
Prima o poi tutti dobbiamo fare i conti con la parte migliore di noi stessi e sono sempre aspre battaglie, siamo incatenati come ceppi al nostro corpo, solo lassù èla vita vera dove risiede il nostro padre. Noi non ne siamo che una pallida immagine, i nostri occhi vedono il sole ma la vista dell'anima è più vicina al sole, solo con quella si vede veramente.
Santippe-
Mi avete conquistata, adesso capisco chi lascia onori e ricchezze per seguire un uomo divino; l'uomo quando è grande non muore completamente, come è successo al mio Socrate.
L'idea che lascia sarà l'esempio che i giovani seguiranno. Come i germogli diventeranno frutti e poi alberi forti e rimarranno per secoli.
Straniera-
Adesso vado, vi ho reso visita in onore di un uomo che ha segnato anche la vita mia, sono contenta di questo viaggio fino a voi.
Santippe-
Addio, vi porterò per sempre nel cuore.
(e qui le due donne si separarono per non rivedersi mai più)
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