sabato 6 giugno 2009

segue...

Fedone-
Cara donna, speriamo vi serva parlare di lui per rendere la sua immagine sempre presente fra di noi che molto lo abbiamo amato: non si muore completamente quando c'è chi ci ricorda con amore. Ora ci prepariamo per andarcene.
(I tre amici si alzano per il commiato).
Fedone-
Grazie per averci ricevuti con così grata gentilezza.
Noi partiremo appena Platone si sarà rimesso dalla malattia e saremo ospiti di Euclide: ci ha invitati a Megara in questo momento di lutto.
Là porteremo avanti i suoi insagnamenti e la sua parola non avrà fine; se saremo ostacolati andremo in un altra città e ci circonderemo dei giovani più valenti e porteremo avanti con impegno la nostra battaglia nel nome del bene.
Sempre i giovani sono desiderosi di apprendere, basterà scegliere i migliori per poter seminare buoni propositi.
Adesso andiamo e che gli dei riportino la pace a questa nobile dimora.
Santippe-
Non poco conforto mi ha recato la vostra visita, tornate ancora, la mia porta volentieri si apre a così nobile gioventù, andate e che gli dei veglino il vostro ritorno, addio.
(Gli amici si allontanarono nel caldo sole pomeridiano e Santippe con i figli stretti al seno li guardò sparire oltre l'angolo del cortile.
Passarono i giorni, le settimane, i mesi. I bambini più piccoli diSantippe ripresero a giocare e il cortile risuonava delle loro giovani grida.
Lamprocle, il maggiore, con un inizio di peluria sulle guance già maturo, aveva una piega sulla bocca, espressione dell'amarezza così come la ruga sulla fronte denotava un pensiero fisso; aveva lasciato la giovinezza e si lanciava a grandi passi nel mondo degli adulti.
Lasciati gli studi di aritmetica lavorava già come garzone di un calzolaio per aiutare la famiglia.
Aveva come tutti i ragazzi poveri un carattere fiero e schivo.
La povera Santippe, sempre più vecchia, faceva un giorno ritorno dal mercato.
Era una bella mattinata di primavera e il sole alto spandeva i suoi raggi infuocati sulla città.Mentre percorreva la piccola salita che conduceva a casa si vide di fronte una straniera che la stava osservando; era una donna alta on un portamento nobile, ben vestita e acconciata. In gioventù doveva essere stata molto bella).

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