Straniera-
Dunque, ho conosciuto Socrate tanti anni fa quando, sul sentiero della conoscenza arrivarono i grandi dubbi che gli gravarono forte l'anima e da me venne con umiltà; amici in comune gli avevavo fatto il mio nome.
Allora ero una splendida fanciulla ammirata da tutti e invidiata anche: Afrodite mi aveva dotato di una carnagione senza macchia e un portamento regale.
Era molto facile agli uomini accostarsi ma , vi prego, scacciate subito ogni pensiero brutto dalla vostra fronte, Socrate aveva nei miei riguardi interessi solamente culturali e non aveva certo bisogno del mio corpo anche se devo dire che ferì molto il mio orgoglio femminile con la sua freddezza.
Mai nessuno resistettecme lui di frontealla mia bocca di rugiada ai miei occhi cerulei.
Da me venne perchè voleva sapere che cos'era l'amore.
(Qui fece una pausa, Santippe non aveva perso una sola sillaba).
Santippe-
Grande Zeus!
E sì chè viaggiò molto, ma, mi diceva sempre che altri pensieri frullano nella testa delle donne, orbene mi devo ricredere. Perdonate la mia ignoranza, continuate vi prego.
(Così con i gomiti sul tavolo e i pugni sotto il mento si rimise all'asc olto.
Straniera-
Ci sono invece delle donne che come me ragionano come gli uomini. Ero etera e anche profetessa, perchè molto mi sono avvicinata agli insegnamenti pitagorici e mi sono consacrata al dio dell'armonia.
Sono stata amante colta e raffinata ma soprattutto consigliera; fra i tanti uomini che ho conosciuto alcuni erano veri sapienti, di quelli che passano la vita a contemplare.
Uno di questi era vostro marito Socrate: a lui svelai i misteri di Eros.
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