giovedì 25 giugno 2009
segue...
Straniera-
La sacerdotessa stava seduta su un trono di pietra, calma ed esausta. Quando Socrate fece ritorno era bianco in viso ma con gli occhi accesi come braci e mi disse che aveva capito molte cose.
(La straniera riprese fiato e Santippe ne approfittò per bere un pò d'acqua fresca; durante il racconto di Diotima era csì presa da non rendersi conto di avere la gola riarsa come un desero).
Santippe-
Quello che mi avete svelato mi ha talmente sorpreso che ancora non credo alle mie orecchie, penso sia pericoloso divulgare cose di questo genere.
Straniera-
Infatti è per questo che si chiamano misteri, gli iniziati difficilmente mettono al corrente la gente di quello che hanno appreso.
La scintille che si accende nelle loro anime si alimenta poi da sè per sempre.
Per questo Socrate molto spesso si estraniava perchè doveva seguire i consigli del suo demone divino che sta a metà strada fra dio e gli uomini. Porta le preghiere a dio e da dio gli vengono i responsi. Divina sorte gli toccò, l'universo entrò dentro di lui e non aveva che da chiedere al suo cuore che conosceva tutte le cose. Da allora cominciò a interpretare i sogni e mi raccontò di quella volta che sognò le idee che sono eterne. Dunque, cominciò dicendomi che si perse in un bosco fitto di tenebre, alcune persone di umili origini erano sedute su dei grandi sassi con lo sguardo fisso all'orizzonte.
All'improvviso un triangolo di luce abbagliante i stagliò in lontananza e cominciò a rotolare accompagnato da battimani e grida di gioia di quella povera gente, poi fu la volta del cerchio e via via sfilarono tutte le figure geometriche danzanti sulla luce.
Dopodichè ebbe l'istinto di guardarsi fra i piedi e vide una botola.
Seguendo un impulso irrefrenabile l'aprì e affacciato che fu sul bordo vide che laggiù sotto terra vi erano tanti uomini che lavoravano come formiche tutti in fila: chi portava pietre , chi le spaccava e chi ne straeva di nuove dal fianco della caverna.Insomma uno sforzo immane senza sosta al buio più nero.
Con voce irata li chiamò su per far loro vedere lo spettacolo divino ma quei miseri parevano non sentirlo e continuavano a lavorare come schiavi.
Da quel sogno apprese l'eternità dei numeri edisse che l'Uno è il m igliore, il più divino, prescrisse lo studio della matematica a chi voleva diventare sapiente.
Santippe-
Tante cose divine avete imparato dagli uominie il vostro nobile aspetto ne è la conferma, una povera cosa mi sento davanti a voi.
Straniera-
Non ditelo cara, le cose migliori vengono sempre dal basso, la luce risiede dentro ogni cuore, basta liberarla.
Prima o poi tutti dobbiamo fare i conti con la parte migliore di noi stessi e sono sempre aspre battaglie, siamo incatenati come ceppi al nostro corpo, solo lassù èla vita vera dove risiede il nostro padre. Noi non ne siamo che una pallida immagine, i nostri occhi vedono il sole ma la vista dell'anima è più vicina al sole, solo con quella si vede veramente.
Santippe-
Mi avete conquistata, adesso capisco chi lascia onori e ricchezze per seguire un uomo divino; l'uomo quando è grande non muore completamente, come è successo al mio Socrate.
L'idea che lascia sarà l'esempio che i giovani seguiranno. Come i germogli diventeranno frutti e poi alberi forti e rimarranno per secoli.
Straniera-
Adesso vado, vi ho reso visita in onore di un uomo che ha segnato anche la vita mia, sono contenta di questo viaggio fino a voi.
Santippe-
Addio, vi porterò per sempre nel cuore.
(e qui le due donne si separarono per non rivedersi mai più)
La sacerdotessa stava seduta su un trono di pietra, calma ed esausta. Quando Socrate fece ritorno era bianco in viso ma con gli occhi accesi come braci e mi disse che aveva capito molte cose.
(La straniera riprese fiato e Santippe ne approfittò per bere un pò d'acqua fresca; durante il racconto di Diotima era csì presa da non rendersi conto di avere la gola riarsa come un desero).
Santippe-
Quello che mi avete svelato mi ha talmente sorpreso che ancora non credo alle mie orecchie, penso sia pericoloso divulgare cose di questo genere.
Straniera-
Infatti è per questo che si chiamano misteri, gli iniziati difficilmente mettono al corrente la gente di quello che hanno appreso.
La scintille che si accende nelle loro anime si alimenta poi da sè per sempre.
Per questo Socrate molto spesso si estraniava perchè doveva seguire i consigli del suo demone divino che sta a metà strada fra dio e gli uomini. Porta le preghiere a dio e da dio gli vengono i responsi. Divina sorte gli toccò, l'universo entrò dentro di lui e non aveva che da chiedere al suo cuore che conosceva tutte le cose. Da allora cominciò a interpretare i sogni e mi raccontò di quella volta che sognò le idee che sono eterne. Dunque, cominciò dicendomi che si perse in un bosco fitto di tenebre, alcune persone di umili origini erano sedute su dei grandi sassi con lo sguardo fisso all'orizzonte.
All'improvviso un triangolo di luce abbagliante i stagliò in lontananza e cominciò a rotolare accompagnato da battimani e grida di gioia di quella povera gente, poi fu la volta del cerchio e via via sfilarono tutte le figure geometriche danzanti sulla luce.
Dopodichè ebbe l'istinto di guardarsi fra i piedi e vide una botola.
Seguendo un impulso irrefrenabile l'aprì e affacciato che fu sul bordo vide che laggiù sotto terra vi erano tanti uomini che lavoravano come formiche tutti in fila: chi portava pietre , chi le spaccava e chi ne straeva di nuove dal fianco della caverna.Insomma uno sforzo immane senza sosta al buio più nero.
Con voce irata li chiamò su per far loro vedere lo spettacolo divino ma quei miseri parevano non sentirlo e continuavano a lavorare come schiavi.
Da quel sogno apprese l'eternità dei numeri edisse che l'Uno è il m igliore, il più divino, prescrisse lo studio della matematica a chi voleva diventare sapiente.
Santippe-
Tante cose divine avete imparato dagli uominie il vostro nobile aspetto ne è la conferma, una povera cosa mi sento davanti a voi.
Straniera-
Non ditelo cara, le cose migliori vengono sempre dal basso, la luce risiede dentro ogni cuore, basta liberarla.
Prima o poi tutti dobbiamo fare i conti con la parte migliore di noi stessi e sono sempre aspre battaglie, siamo incatenati come ceppi al nostro corpo, solo lassù èla vita vera dove risiede il nostro padre. Noi non ne siamo che una pallida immagine, i nostri occhi vedono il sole ma la vista dell'anima è più vicina al sole, solo con quella si vede veramente.
Santippe-
Mi avete conquistata, adesso capisco chi lascia onori e ricchezze per seguire un uomo divino; l'uomo quando è grande non muore completamente, come è successo al mio Socrate.
L'idea che lascia sarà l'esempio che i giovani seguiranno. Come i germogli diventeranno frutti e poi alberi forti e rimarranno per secoli.
Straniera-
Adesso vado, vi ho reso visita in onore di un uomo che ha segnato anche la vita mia, sono contenta di questo viaggio fino a voi.
Santippe-
Addio, vi porterò per sempre nel cuore.
(e qui le due donne si separarono per non rivedersi mai più)
mercoledì 24 giugno 2009
segue...
Straniera-
Quindi al bando le storie di gelosia e di lotte fra dei perchè non esiste un luogo per fare battaglia dal momento che dio si trova dappertutto.
La sua essenza ne comprende l'esistenza quindi al solo nominarlo lo poniamo in essere, ma, l'uomo è troppo legato alle passioni e ai desideri per poterlo comprendere, ci vuole uno sforzo per astrarsi in un pensiero così grande, il più alto di tutti. Vostro marito che è stato iniziato ai misteri, voleva rivelare al popolo la verità ma, ahimè, non è stato capito. Il popolo cieco è come se vedesse il mondo in due sole dimensioni, con figure piane senza spesssore e se venisse uno che ha scoperto la profondità e c ercasse di spiegarla agli altri, certamente verrebbe preso per pazzo.
Difficilmente il popolo sperimenta le novità, è più comodo comportarsi come ci hanno insegnato i padri e non liberarsi dei vincoli, ma quelli che ci riescono per nulla al mondo baratterebbero quello che hanno appreso e mai ritornerebbero alla vita di prima, preferirebbero di gran lunga una vita di solitudine e incomprensione.
Quando Socrate venne da me anti anni fami chiese di essere iniziato ai misteri e allora lo condussi all'oracolo e poi mi raccontò quello che sperimentò.
Entrò, mi disse in una caverna buia sotto la montagna sacra, dentro vi era un foro dal quale uscivano fumi densi e profumati.
La sacerdotessa stava già cadendo in trance con i polmoni pieni del fumo profetico. Con voce profonda si rivolse a Socrate e chi chiese che cosa volesse sapere e lui rispose che voleva"vedere"
Un attimo dopoun terribile sgomento lo colse e u dolore al petto gli serrò il respiro; con le mani cercava di scavare all'altezza del diaframma per potersi scrollare di dosso qul disagio e poi come era venuto svanì lasciando al suo postouna pioggia di brividi caldi che si irradiavano dalla testa giù fino alle braccia e poi alle gambe. Una sensazione di gioia intensa lo sopraffece facendolo cadere in ginocchio. Poi la voce terribile disse. "guarda" e Socrate guardò e quello che vide lo sconvolse.
Un miscuglio di terra, lingue di fuoco, acqua e fumi neri si stava attorcigliando in spirale e mentre si attorcigliava come un serpente si potevano udire dei gemiti provenire dal centro della strana colonna di fumo.
Poi la voce disse che quella che stava guardando era l'anima del mondo sempre in movimento dove risiedono le anime degli uomini che hanno seguito i sensi.
La voce gli chiese se sentiva i lamenti e Socrate rispose esterrefatto di sì.
"Guarda ancora" ordinò di nuiovo la voce . L'onda terribile riempiva già la caverna e sempre girava su se stessa: i gemiti si potevano udire, alcuni in lontananza altri così vicini da far ghiacciare il sangue. Non si poteva guardare per più di un minuto che il cuore si fermava dalla paura.
Poi la voce riprese e gli disse che quelle erano le anime di coloro che avevano avuto una vita dissipata esempre avrebbero dovuto reincarnarsi. Un eterno destino a ritornare sulla terra per compiere innumerevoli esistenze. Quindi con un filo di voce Socrate disse che aveva veduto ome per incanto la ruota di tutti gli elementi si rimpicciolì fino a diventare un sottile filo di fumo e sparì al centro della caverna risucchiato dall'antro.
Quindi al bando le storie di gelosia e di lotte fra dei perchè non esiste un luogo per fare battaglia dal momento che dio si trova dappertutto.
La sua essenza ne comprende l'esistenza quindi al solo nominarlo lo poniamo in essere, ma, l'uomo è troppo legato alle passioni e ai desideri per poterlo comprendere, ci vuole uno sforzo per astrarsi in un pensiero così grande, il più alto di tutti. Vostro marito che è stato iniziato ai misteri, voleva rivelare al popolo la verità ma, ahimè, non è stato capito. Il popolo cieco è come se vedesse il mondo in due sole dimensioni, con figure piane senza spesssore e se venisse uno che ha scoperto la profondità e c ercasse di spiegarla agli altri, certamente verrebbe preso per pazzo.
Difficilmente il popolo sperimenta le novità, è più comodo comportarsi come ci hanno insegnato i padri e non liberarsi dei vincoli, ma quelli che ci riescono per nulla al mondo baratterebbero quello che hanno appreso e mai ritornerebbero alla vita di prima, preferirebbero di gran lunga una vita di solitudine e incomprensione.
Quando Socrate venne da me anti anni fami chiese di essere iniziato ai misteri e allora lo condussi all'oracolo e poi mi raccontò quello che sperimentò.
Entrò, mi disse in una caverna buia sotto la montagna sacra, dentro vi era un foro dal quale uscivano fumi densi e profumati.
La sacerdotessa stava già cadendo in trance con i polmoni pieni del fumo profetico. Con voce profonda si rivolse a Socrate e chi chiese che cosa volesse sapere e lui rispose che voleva"vedere"
Un attimo dopoun terribile sgomento lo colse e u dolore al petto gli serrò il respiro; con le mani cercava di scavare all'altezza del diaframma per potersi scrollare di dosso qul disagio e poi come era venuto svanì lasciando al suo postouna pioggia di brividi caldi che si irradiavano dalla testa giù fino alle braccia e poi alle gambe. Una sensazione di gioia intensa lo sopraffece facendolo cadere in ginocchio. Poi la voce terribile disse. "guarda" e Socrate guardò e quello che vide lo sconvolse.
Un miscuglio di terra, lingue di fuoco, acqua e fumi neri si stava attorcigliando in spirale e mentre si attorcigliava come un serpente si potevano udire dei gemiti provenire dal centro della strana colonna di fumo.
Poi la voce disse che quella che stava guardando era l'anima del mondo sempre in movimento dove risiedono le anime degli uomini che hanno seguito i sensi.
La voce gli chiese se sentiva i lamenti e Socrate rispose esterrefatto di sì.
"Guarda ancora" ordinò di nuiovo la voce . L'onda terribile riempiva già la caverna e sempre girava su se stessa: i gemiti si potevano udire, alcuni in lontananza altri così vicini da far ghiacciare il sangue. Non si poteva guardare per più di un minuto che il cuore si fermava dalla paura.
Poi la voce riprese e gli disse che quelle erano le anime di coloro che avevano avuto una vita dissipata esempre avrebbero dovuto reincarnarsi. Un eterno destino a ritornare sulla terra per compiere innumerevoli esistenze. Quindi con un filo di voce Socrate disse che aveva veduto ome per incanto la ruota di tutti gli elementi si rimpicciolì fino a diventare un sottile filo di fumo e sparì al centro della caverna risucchiato dall'antro.
domenica 21 giugno 2009
segue...
Santippe-
Giuste parole, il sole nascerà sempre su questa meravigliosa terra e col suo carro infuocato seguirà in eterno il suo corso. Dovremmo essergli grati e cantargli un inno tutte le mattine come faceva il mio Socrate, non pensate sia giusto amare questo astro il più bello di tutti?
Straniera-
Grandi studi sono stati fatti sul sole e sugli astri notturni; sono divini e hanno un destino più grande. In alcune regioni della Caldea i sapienti possono salire sulle gradinatedei templi che hanno costruito tanto tempo fa e da lassù più vicino agli dei scrutano le stelle e traggono preziose informazioni per noi mortali.
Ci predicono guerre o carestie e periodi di opulenza. Ci sono astri a noi benigni, altri maligni, tutti che seguono per l'eternità il loro circolofato di armonia divina.
I sapienti che studiano la volta celeste hanno scoperto l'esistenza di due porte: una per le anime che tornano a incarnarsisula terra e una per le anime che si dipartono da quaggiù.
Le anime che risiedono nella Via lattea sono chiamate popolo di sogno e quando vengono evocate gli si offrono libagioni di latte emiele perchè la prima cosa che assaporiamo quando veniamo al mondo è il latte.
La porta a settentrioneci riporta le anime sulla terra per una nuova generazione, la porta a meridione invece, spetta agli dei così da lì ci spogliamo del nostro corpo.
L'occidente è la terra dei demoni mentre l'oriente è la terra degli dei.
I migliori seguiranno la via degli dei e passeranno la vita in un eterno stato di ubriachezza mentre i malvagi come compagni avrfanno afanno e patimento.
Santippe-
Speriamo sorte migliore sia toccata all'anima del mio Socrate che sempre ha inseguito il bene, ma dite dove sarà adesso la sua anima?
La vostra sapienza può illuminare la mia mente che è buia, a volte mi capita d sognarlo la notte e mi sembra vicino, poi, sgomenta mi sveglio e lo cerco. Dove guardare, dove? verso l'Ade o in cielo? Vorrei morire così fatta della stessa sostanza potrei riabbracciarlo.
Straniera-
Non vi angosciate, quelli che stiamo facendo sono i discorsi che lui prediligeva e ci starà ascoltando, non fatevi vedere triste che la malinconia potrebbe raggiungerlo. Cara si è molto parlato di dei e qui da noi si onora il più grande di tutti, Zeus , che sta all'inizio,nel mezzo e alla fine che fu giovinetto e poi fanciulla. C'e' una grande tradizione su di lui e anche Omero, il più grande poeta, ha sempre dato spazio alla sua forza e sovranità. Lo ha fatto unire con esseri mortali da cui sono nati esseri semidivini gelosi e vendicativi.
In verità queste sono solo favole istituite per soddisfare la vanità degli uomini. Vostro marito se n'era accorto e per questo ha lottato tanto per fare luce nella mente degli uomini non inserendo nuovi dei da adorare, come è stato detto per condannarlo, ma cercando di far pulizia nelle loro menti da cose superflue per accogliere l'unico dio che è eterna sostanza intelligente, nato da sè eche nessuna cura ha dell'uomo, bensì l'uomo è condannato ad amarlo perchè essendo una piccola parte di divinità dentro di oguno vi tende perciò naturalmente.
Giuste parole, il sole nascerà sempre su questa meravigliosa terra e col suo carro infuocato seguirà in eterno il suo corso. Dovremmo essergli grati e cantargli un inno tutte le mattine come faceva il mio Socrate, non pensate sia giusto amare questo astro il più bello di tutti?
Straniera-
Grandi studi sono stati fatti sul sole e sugli astri notturni; sono divini e hanno un destino più grande. In alcune regioni della Caldea i sapienti possono salire sulle gradinatedei templi che hanno costruito tanto tempo fa e da lassù più vicino agli dei scrutano le stelle e traggono preziose informazioni per noi mortali.
Ci predicono guerre o carestie e periodi di opulenza. Ci sono astri a noi benigni, altri maligni, tutti che seguono per l'eternità il loro circolofato di armonia divina.
I sapienti che studiano la volta celeste hanno scoperto l'esistenza di due porte: una per le anime che tornano a incarnarsisula terra e una per le anime che si dipartono da quaggiù.
Le anime che risiedono nella Via lattea sono chiamate popolo di sogno e quando vengono evocate gli si offrono libagioni di latte emiele perchè la prima cosa che assaporiamo quando veniamo al mondo è il latte.
La porta a settentrioneci riporta le anime sulla terra per una nuova generazione, la porta a meridione invece, spetta agli dei così da lì ci spogliamo del nostro corpo.
L'occidente è la terra dei demoni mentre l'oriente è la terra degli dei.
I migliori seguiranno la via degli dei e passeranno la vita in un eterno stato di ubriachezza mentre i malvagi come compagni avrfanno afanno e patimento.
Santippe-
Speriamo sorte migliore sia toccata all'anima del mio Socrate che sempre ha inseguito il bene, ma dite dove sarà adesso la sua anima?
La vostra sapienza può illuminare la mia mente che è buia, a volte mi capita d sognarlo la notte e mi sembra vicino, poi, sgomenta mi sveglio e lo cerco. Dove guardare, dove? verso l'Ade o in cielo? Vorrei morire così fatta della stessa sostanza potrei riabbracciarlo.
Straniera-
Non vi angosciate, quelli che stiamo facendo sono i discorsi che lui prediligeva e ci starà ascoltando, non fatevi vedere triste che la malinconia potrebbe raggiungerlo. Cara si è molto parlato di dei e qui da noi si onora il più grande di tutti, Zeus , che sta all'inizio,nel mezzo e alla fine che fu giovinetto e poi fanciulla. C'e' una grande tradizione su di lui e anche Omero, il più grande poeta, ha sempre dato spazio alla sua forza e sovranità. Lo ha fatto unire con esseri mortali da cui sono nati esseri semidivini gelosi e vendicativi.
In verità queste sono solo favole istituite per soddisfare la vanità degli uomini. Vostro marito se n'era accorto e per questo ha lottato tanto per fare luce nella mente degli uomini non inserendo nuovi dei da adorare, come è stato detto per condannarlo, ma cercando di far pulizia nelle loro menti da cose superflue per accogliere l'unico dio che è eterna sostanza intelligente, nato da sè eche nessuna cura ha dell'uomo, bensì l'uomo è condannato ad amarlo perchè essendo una piccola parte di divinità dentro di oguno vi tende perciò naturalmente.
sabato 20 giugno 2009
segue...
Santippe-
Quale suono melodioso giunge alle mie orecchie, storie di magia e seduzione.
Mai Socrate incantò così la mia immaginazione, mai aprì così il suo cuore. Sempre dovevo richiamarlo dalle palestre dove intratteneva i giovani coi suoi discorsi.
Ma, ahimè, una volta da soli giusto il tempo di un pasto frugale e poi ci auguravamo la buona notte senza una tenerezza.
Straniera-
So, cara, per esperienza come vanno a finire certe cose fra marito e moglie: fuoco e fiamme i primi anni e cenere per i rimanenti.
Orsù torniamo a noi, come vi dicevo poc'anzi, scopo di Socrate e degli uomini divini è la sapienza che si trova in tutte le cose sia grandi sia piccole. Dovete sapere che anche un semplice volo d'uccelli a chi lo sa interpretare può svelare la via da seguire, un buono o cattivo auspicio per le azioni future, così come si può trarre lo stesso dalle viscere degli animali sacrificati agli dei.
Santippe-
Siamo un popolo dedito a tante superstizioni, non è vero?
Anch'io faccio gli scongiuri quando mi trovo in situazioni imbarazzanti e chissà se facciamo bene o male, non credete sia stupido credere a tutte queste cose? Che senso ha andare dall'indovino?
Io penso che la nostra vita è già tutta segnata dagli dei e neanche un capello cade senza il volere di Zeus, non lo pensate anche voi?
Straniera-
Si assolutamente, siamo nati tutti con un destino già costruito dalle Moire, chi lo fila, chi lo tesse e chi lo spezza, ad ognuno vengono assegnati piaceri e dolori; sta a noi riceverli con la stessa forza d'animo senza troppo entusiasmarsi quando le cose vanno bene e senza troppo abbattersi quando invece vanno male. Siamo nati per necessità, ognuno dovrà trovare la sua strada e seguirla con consapevolezza fino alla fine.
Quale suono melodioso giunge alle mie orecchie, storie di magia e seduzione.
Mai Socrate incantò così la mia immaginazione, mai aprì così il suo cuore. Sempre dovevo richiamarlo dalle palestre dove intratteneva i giovani coi suoi discorsi.
Ma, ahimè, una volta da soli giusto il tempo di un pasto frugale e poi ci auguravamo la buona notte senza una tenerezza.
Straniera-
So, cara, per esperienza come vanno a finire certe cose fra marito e moglie: fuoco e fiamme i primi anni e cenere per i rimanenti.
Orsù torniamo a noi, come vi dicevo poc'anzi, scopo di Socrate e degli uomini divini è la sapienza che si trova in tutte le cose sia grandi sia piccole. Dovete sapere che anche un semplice volo d'uccelli a chi lo sa interpretare può svelare la via da seguire, un buono o cattivo auspicio per le azioni future, così come si può trarre lo stesso dalle viscere degli animali sacrificati agli dei.
Santippe-
Siamo un popolo dedito a tante superstizioni, non è vero?
Anch'io faccio gli scongiuri quando mi trovo in situazioni imbarazzanti e chissà se facciamo bene o male, non credete sia stupido credere a tutte queste cose? Che senso ha andare dall'indovino?
Io penso che la nostra vita è già tutta segnata dagli dei e neanche un capello cade senza il volere di Zeus, non lo pensate anche voi?
Straniera-
Si assolutamente, siamo nati tutti con un destino già costruito dalle Moire, chi lo fila, chi lo tesse e chi lo spezza, ad ognuno vengono assegnati piaceri e dolori; sta a noi riceverli con la stessa forza d'animo senza troppo entusiasmarsi quando le cose vanno bene e senza troppo abbattersi quando invece vanno male. Siamo nati per necessità, ognuno dovrà trovare la sua strada e seguirla con consapevolezza fino alla fine.
venerdì 19 giugno 2009
segue...
Santippe-
Questo dio è conosciuto molto anche da noi, non è vero? Tutti parlano d'amore, questo dio che unisce. Quale fu la vostra risposta, dite, questo è un argomento divino; quale gioia udire queste cose e come raccontate bene. Basta, non vi interrompo più, andate avanti.
Straniera-
A Socrate feci capire la differenza che c'è tra l'amore celeste e l'amore terreno, se volete mi accingo a svelarlo anche a voi, in parole semplici che possiate comprendere. Vi parlerò di Eros.
Santippe-
Vi prego.
Straniera-
Questo grande dio che unisce tutte le cose e che ricerca la bellezza non è vecchio come molti credono, dato che ci sono dei molto più vecchi di lui, e nemmeno giovane come altri pensano perchè è più facile vedere i giovani innamorati e forse è per questo che l'amore è ricercato nella forza e nel turgore giovanili.
E' nato dal ricco Poros e dalla mendica Penia che si sono uniti nei giardini al banchetto di Zeus.
Quindi è allo stesso tempo bisognoso di cose belle, perchè non è del tutto bello e passa la vita a inseguire, desiderando la bellezza.
Ne studia di tutti i colori per far impazzire i mortali e per carpirne la bellezza.
Una volta raggiunto lo scopo, subito un altro traguardo inventa per circuire chi cade ferito della sua freccia. L'amore terreno è il desiderio che ci lega a un corpo ma la sete di bellezza richiede e rinnova il desiderio, quindi da un bel corpo si passa ad un altro e un altro ancora e l'ideale di bellezza mai si raggiunge perchè purtroppo fallaci sono i sensi dell'uomo.
Mentre chi abbia ragionato rettamente, abbia sciolto le catene dei sensi corporei e si sia nutrito nel giardino dove ci sono le idee eterne e quindi anche l'idea della bellezza in sè, trova uno come lui che si sia nutrito nello stesso giardino ecco che nasce l'unione perfetta. Sarà questo l'amore celeste cantato da Afrodite Urania, quello che lega per l'eternità.
Questo dio è conosciuto molto anche da noi, non è vero? Tutti parlano d'amore, questo dio che unisce. Quale fu la vostra risposta, dite, questo è un argomento divino; quale gioia udire queste cose e come raccontate bene. Basta, non vi interrompo più, andate avanti.
Straniera-
A Socrate feci capire la differenza che c'è tra l'amore celeste e l'amore terreno, se volete mi accingo a svelarlo anche a voi, in parole semplici che possiate comprendere. Vi parlerò di Eros.
Santippe-
Vi prego.
Straniera-
Questo grande dio che unisce tutte le cose e che ricerca la bellezza non è vecchio come molti credono, dato che ci sono dei molto più vecchi di lui, e nemmeno giovane come altri pensano perchè è più facile vedere i giovani innamorati e forse è per questo che l'amore è ricercato nella forza e nel turgore giovanili.
E' nato dal ricco Poros e dalla mendica Penia che si sono uniti nei giardini al banchetto di Zeus.
Quindi è allo stesso tempo bisognoso di cose belle, perchè non è del tutto bello e passa la vita a inseguire, desiderando la bellezza.
Ne studia di tutti i colori per far impazzire i mortali e per carpirne la bellezza.
Una volta raggiunto lo scopo, subito un altro traguardo inventa per circuire chi cade ferito della sua freccia. L'amore terreno è il desiderio che ci lega a un corpo ma la sete di bellezza richiede e rinnova il desiderio, quindi da un bel corpo si passa ad un altro e un altro ancora e l'ideale di bellezza mai si raggiunge perchè purtroppo fallaci sono i sensi dell'uomo.
Mentre chi abbia ragionato rettamente, abbia sciolto le catene dei sensi corporei e si sia nutrito nel giardino dove ci sono le idee eterne e quindi anche l'idea della bellezza in sè, trova uno come lui che si sia nutrito nello stesso giardino ecco che nasce l'unione perfetta. Sarà questo l'amore celeste cantato da Afrodite Urania, quello che lega per l'eternità.
giovedì 18 giugno 2009
segue...
Straniera-
Dunque, ho conosciuto Socrate tanti anni fa quando, sul sentiero della conoscenza arrivarono i grandi dubbi che gli gravarono forte l'anima e da me venne con umiltà; amici in comune gli avevavo fatto il mio nome.
Allora ero una splendida fanciulla ammirata da tutti e invidiata anche: Afrodite mi aveva dotato di una carnagione senza macchia e un portamento regale.
Era molto facile agli uomini accostarsi ma , vi prego, scacciate subito ogni pensiero brutto dalla vostra fronte, Socrate aveva nei miei riguardi interessi solamente culturali e non aveva certo bisogno del mio corpo anche se devo dire che ferì molto il mio orgoglio femminile con la sua freddezza.
Mai nessuno resistettecme lui di frontealla mia bocca di rugiada ai miei occhi cerulei.
Da me venne perchè voleva sapere che cos'era l'amore.
(Qui fece una pausa, Santippe non aveva perso una sola sillaba).
Santippe-
Grande Zeus!
E sì chè viaggiò molto, ma, mi diceva sempre che altri pensieri frullano nella testa delle donne, orbene mi devo ricredere. Perdonate la mia ignoranza, continuate vi prego.
(Così con i gomiti sul tavolo e i pugni sotto il mento si rimise all'asc olto.
Straniera-
Ci sono invece delle donne che come me ragionano come gli uomini. Ero etera e anche profetessa, perchè molto mi sono avvicinata agli insegnamenti pitagorici e mi sono consacrata al dio dell'armonia.
Sono stata amante colta e raffinata ma soprattutto consigliera; fra i tanti uomini che ho conosciuto alcuni erano veri sapienti, di quelli che passano la vita a contemplare.
Uno di questi era vostro marito Socrate: a lui svelai i misteri di Eros.
Dunque, ho conosciuto Socrate tanti anni fa quando, sul sentiero della conoscenza arrivarono i grandi dubbi che gli gravarono forte l'anima e da me venne con umiltà; amici in comune gli avevavo fatto il mio nome.
Allora ero una splendida fanciulla ammirata da tutti e invidiata anche: Afrodite mi aveva dotato di una carnagione senza macchia e un portamento regale.
Era molto facile agli uomini accostarsi ma , vi prego, scacciate subito ogni pensiero brutto dalla vostra fronte, Socrate aveva nei miei riguardi interessi solamente culturali e non aveva certo bisogno del mio corpo anche se devo dire che ferì molto il mio orgoglio femminile con la sua freddezza.
Mai nessuno resistettecme lui di frontealla mia bocca di rugiada ai miei occhi cerulei.
Da me venne perchè voleva sapere che cos'era l'amore.
(Qui fece una pausa, Santippe non aveva perso una sola sillaba).
Santippe-
Grande Zeus!
E sì chè viaggiò molto, ma, mi diceva sempre che altri pensieri frullano nella testa delle donne, orbene mi devo ricredere. Perdonate la mia ignoranza, continuate vi prego.
(Così con i gomiti sul tavolo e i pugni sotto il mento si rimise all'asc olto.
Straniera-
Ci sono invece delle donne che come me ragionano come gli uomini. Ero etera e anche profetessa, perchè molto mi sono avvicinata agli insegnamenti pitagorici e mi sono consacrata al dio dell'armonia.
Sono stata amante colta e raffinata ma soprattutto consigliera; fra i tanti uomini che ho conosciuto alcuni erano veri sapienti, di quelli che passano la vita a contemplare.
Uno di questi era vostro marito Socrate: a lui svelai i misteri di Eros.
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